Cento lettere a uno sconosciuto è un testo che raccoglie una selezione di cento risvolti di copertina, scritti e selezionati dal proprietario e direttore editoriale della casa editrice Adelphi, Roberto Calasso e che risalgano al periodo di pubblicazione che va dal 1967 al 1992. Parallelamente alla sua attività editoriale Calasso porta avanti un’importante carriera di narratore e saggista. È autore di numerosi testi tradotti e pubblicati in quasi trenta paesi. Ha scritto e curato oltre mille risvolti di copertina: per l’occasione ne ha scelto cento e li ha uniti in un volume accattivante e avvincente con un titolo che non può passare inosservato: Cento lettere a uno sconosciuto.

 

Un viaggio tra i risvolti

Il risvolto è il lembo ripiegato all’interno delle copertine di alcuni tipi di legatura di libri, che recano informazioni sul testo e sull’autore. È anch’esso, parafrasando Calasso, “un’umile e ardua forma letteraria, appartiene al libro, alla sua fisionomia […] una civiltà letteraria si riconosce anche dal modo in cu i libri si presentano”. Parole importanti. Parole che pesano. Quante volte, entrando in libreria, senza particolari obblighi letterari e didattici o senza alcuna necessità di acquisto, abbiamo deciso, vagando curiosi tra gli scaffali, di stabilire se comprare o meno un libro da come si presentano quelle poche righe del risvolto. Esse sono decisive, perché tentano di riassumerne efficacemente e in poco spazio, un contenuto a noi non noto, volendo  trasmetterci il senso e l’importanza di ciò che troveremo all’interno del testo.

La nostra scelta spesso è dettata da come quelle righe giungono a noi, da come catturano la nostra attenzione. Uno, due minuti al massimo e in quel frangente si gioca la partita. È lì che decidiamo se portare con noi il libro e se dare fiducia allo scrittore.

Il lettore in libreria è per qualche istante “del tutto separato dal mondo”. Questa frase ad effetto non è tuttavia priva di una grande verità.  Quegli attimi sono davvero slegati da tutto: è come se il mondo rallentasse. È come se il lettore si trovasse da solo nell’universo a ponderare bene la sua scelta. E ha tutto il tempo a sua disposizione. Il tempo in libreria, quando si sta scegliendo un libro, è come se non esistesse. Soffermarsi sul  risvolto dunque è fondamentale perchè determina l’acquisto del libro. In quel momento, ci ricorda Calasso, egli sta aprendo una busta, con all’interno una lettera. La storia di questo libro è la storia di quelle lettere, indirizzate ad uno sconosciuto, scritte solo ed esclusivamente per quei potenziali lettori. È con questo spirito e quest’intento che nasce Cento lettere a uno sconosciuto.

In verità, Cento lettere a uno sconosciuto è anche un programma editoriale ben preciso, una prima guida, come la definisce Calasso, a quel mondo possibile che si è manifestato in una foresta di pagine sotto il nome Adelphi, storica casa editrice italiana, tra le più importanti e apprezzate. Ecco dunque una storia; la storia dei risvolti di copertina: la storia di come si consuma una scelta. Il risvolto necessita di autonomia. Esige una vita indipendente dal libro. Non sono semplici riassunti o sintesi ma molto di più; nascono da un’intima esigenza di fuoriuscire dal mare di pagine che costituiscono il libro e intendono lasciare un segno, magari indelebile. Ecco come Roberto Calasso ci parla del risvolto:

“Si tratta di dire con poche parole efficaci, come quando si presenta un amico a un amico, superando quel lieve imbarazzo che c’è in tutte le presentazioni, anche e soprattutto tra amici, oltre che rispettando le regole della buona educazione, che impongono di non sottolineare i difetti dell’amico presentato”

Questo testo, certamente più di altri, rispetta la regola aurea che ogni libro conduce inevitabilmente ad un altro libro, in quel legame che non si spezza mai. Qui abbiamo cento fili che si dipanano in altrettante direzioni. Personalmente, questa pregevolissima raccolta di Calasso, ha alimentato in me la fervida curiosità per almeno una ventina dei libri presentati. Alcuni in verità li avevo già letti ma li ho ritrovati con piacere, altri mi hanno davvero incuriosito, altri ancora sorpreso, certi perfino sconcertato.

Ma come è stata fatta questa scelta? Perché questi libri e non altri? Calasso spiega che i criteri adottati sono stati essenzialmente due: l’arbitrio e l’idiosincrasia. Sicuramente mancano in questa raccolta di risvolti opere immortali ma i consigli letterari presenti (perché anche e soprattutto di questo si tratta), sono più che sufficienti per rinfoltire qualitativamente la propria personale biblioteca.

Troviamo grandi capolavori come Lolita di Vladimir Nabokov, L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, L’unico e la sua proprietà di Max Stirner, Auto da fé di Elias Canetti, i Dialoghi delfici di Plutarco, La tentazione di esistere di Emil Cioran, Testi prigionieri di Jorge Luis Borges, La nube purpurea di Matthew Shiel. Ci sono anche testi dai tratti mistici, oscuri, intrisi di mistero e dal fascino enigmatico: La terra rossa di W. H. Hudson, Dissipatio H. G. di Guido Morselli, La violenza e il sacro di René Girard, Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza di Julian Jaynes, L’abbandono della provvidenza divina di Jean-Pierre de Caussade, Il racconto del pellegrino di Sant’Ignazio di Loyola, Eliogabolo di Antonin Artaud.

Questo e altro ancora è presente all’interno di Cento lettere a uno sconosciuto. Un bellissimo e anomalo viaggio nei risvolti, che permette al lettore di entrare in contatto con testi sconosciuti o poco noti, o magari di convincersi ad acquistare quel capolavoro tanto desiderato. La storia di questo libro è la storia di tanti altri libri che si intrecciano in queste pagine, che dicono qualcosa di sé; sono un invito, una chiamata, un messaggio. Sono lettere, col loro fascino e il loro carico di indiscrezioni, aspettative, notizie, speranze. E noi, ignari destinatari di queste missive, siamo gli sconosciuti destinatari, sparsi nel mondo, chiamati ad aprirle.